lunedì 12 maggio 2014

O' Dio! O' dei! | Riflessione



















Un chiarimento (forse lungo e noioso ma ancora necessario)

In molti mi chiedono se sono cattolico o se credo in Dio. Io li rispondo che non sono più cattolico e che non so se sono già un vero spiritista o meno, ma che in qualche modo mi sono sforzato per esserlo un giorno. Chi me conosce bene lo sa che sono uno studioso appassionato della storia degli indiani d'America e che questa passione mi ha portato a conoscere un po' dello spiritismo codificato da Allan Kardec, con cui oggi mi identifico maggiormente. In breve: fui battezzato come cattolico romano, poi sono diventato ateo ed oggi ho una profonda simpatia per il kardecismo. Riguardo all'ateismo, esso, secondo me, rischia di diventare una "nuova religione" (se non lo è già), e purtroppo una religione "politeista", nella quale molti dei suoi membri si ritengono dei "veri dei" (soprattutto quelli più giovani), in virtù della loro inaudita prepotenza e della loro arroganza senza pari, e ancora secondo me, un ateo "arrogante" e "chiuso di mente" riesce ad essere ancora più pretenzioso di un credente invasato e fanatico o di un agnostico pieno di pseudo-certezze. Si crede quel Dio in cui dice di non credere e, in quanto tale, in diritto di insultare gratuitamente la fede e i sentimenti religiosi altrui. E se questo vuol dire "ateismo", allora è meglio che "Caini" e "Abeli" si abbraccino e si bacino convulsamente sotto un'unica sola bandiera, quella dell'ignoranza e della presunzione collettiva. Chiudo questo paragrafo, invitandovi a non fare di ogni erba un fascio, ma, invece, a studiare, a informarsi meglio, a cercare di capire (senza pregiudizi e ingenuità) le diversità, che ci caratterizzano, in nome dell'obiettivo comune fortemente voluto da chi, come me, ha sempre creduto nella forza dell'unione e nell'unione delle forze. Ho molti dei difetti di tutti, ma anche una delle virtù di pochi, cioè essere se stessi senza imporre agli altri le proprie scelte.

Spesso accanto alla fede c'è il dubbio, un dubbio che ci rende inquieti e insoddisfatti, ci rende confusi e indecisi sulla direzione da prendere. Le persone tendono ad inventare, disegnare, colorare e vestire il loro dio (o dei) basate sulla loro razza, colore, ascendenza, origine e soprattutto sulle loro convinzioni religiose, e queste differenze generano tensioni che si tramutano in scontri fino a culminare nell'attacco e persino nell'eliminazione fisica dell'avversario. Secondo la mia logica, nessuna guerra può essere santa; nessuna forma di terrorismo può ottenere benedizione, qualunque sia il fine. Gli uomini continueranno ad uccidersi gli uni gli altri fino al giorno in cui cominceranno a svilupparsi spiritualmente e a svolgere il loro dovere in modo imparziale e ponderato, opponendosi a ogni forma di integralismo e di predominanza di una fede o di un'ideologia qualsiasi sull'altra. E questo si applica anche agli atei e agli agnostici,  soprattutto perché anche il non credere o il credere a metà è, alla sua maniera, una credenza basata sull'intolleranza e la paura del diverso. La verità (se così possiamo chiamarla) è che siamo tutti coinvolti in una "guerra psicologica" stupida, meschina insensata che ha già fatto tanti feriti e piagati, non solo verbalmente ma in alcuni casi anche fisicamente. Infine, mi raccomando: lasciamo perder le nostre diatribe e sforziamoci per quanto possibile per fare qualcosa di veramente utile e importante, cioè qualcosa che regali la vita e non la morte, per tutti quelli meno fortunati di noi, i quali, purtroppo, sono ancora in troppi...molto più di quanto si possa immaginare.

Lascio chiaro che io non odio le religioni, né i loro dei né i loro santi. Io odio, sì, i modi sordidi, strampalati e ipocriti in cui essi vengono utilizzati da un numero sempre maggiore di leader e istituzioni religiosi (o cosiddetti tali) per ingannare e illudere quelli che, mossi dalla fede o dalla necessità di espiare colpe, cercano un po' di pace di spirito o qualche sollievo dai problemi che li affliggono. Non sono tantomeno contro gli insegnamenti o contro dei personaggi, famosi o meno, che hanno portato tanta saggezza e hanno dato tanto amore agli altri, però, tuttavia,  mi danno sui nervi le persone, associazioni e gruppi che utilizzano tali uomini e le loro parole di insegnamento per i propri interessi personali o di quelli che li manipolano "psicologicamente"e soprattutto "spiritualmente".

In linea di massima a me non piace criticare una religione in particolare senza alcuna conoscenza reale dei fatti, per me sul piano etico hanno tutte uguale libertà di espressione. Criticare una religione non è mai facile, a mio avviso è facile scadere nell'integralismo diventando quasi peggio della religione che si critica. Per questo è sempre opportuno essere e mostrare equilibrio, soprattutto perché la "VOX POPULI" non sempre si rivela giusta ed equa per tutti, anzi ci sono delle volte in cui essa non è nient'altro che la voce della pigrizia mentale, dell'indifferenza e del conformismo della massa. Un critico che appare integralista e manicheo perde gran parte della sua credibilità. 

Per evitare ulteriori polemiche e malintesi, chiarisco a tutti (ancora una volta) che questa è solo una riflessione tutta mia e personale, quindi ampiamente opinabile, e come tale deve essere presa da chi non la pensa come me. Comunque ringrazio chi, fino ad ora, ha avuto la pazienza di leggerla fino a qui, mi scusando di non aver saputo essere più sintetico nel tentativo di farvi sapere come la penso davvero su questo argomento spinoso e pieno di controversie. Un abbraccio a tutti a torniamo a ciò che ha "veramente" tutto a che fare con i nostri reali obiettivi e le nostre reali aspirazioni, e cioè dire NO all'OMOFOBIA, abbracciati sotto una "unica" e "sola bandiera",  gridandolo ai quattro venti in una "unica" e "sola  voce".  

GRUPPO STOP OMOFOBIA !!!
Jean-Paul Malfatti  | amministratore

Nessun commento: